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De Patre, Improve Digital: «360 Polaris è il nostro rilascio più importante, in arrivo novità video»

www.programmatic-italia.com, 19.09.2016: Il Country manager per l’Italia dell’azienda descrive nel dettaglio le caratteristiche e le potenzialità della nuova soluzione dedicata agli editori. Fatturato in crescita del 50% negli ultimi esercizi.

 

Improve Digital è sbarcata a febbraio nel mercato italiano e lei è stato nominato Country manager nel mese di giugno. Riesce a fare un bilancio provvisorio di questo suo primo periodo di attività dell’azienda?

Abbiamo registrato un’ottima rispondenza da parte dei nostri editori partner, ma anche da quelli entrati recentemente nel nostro portafoglio clienti. Le evoluzioni in atto nel Programmatic pongono delle sfide che gli stessi editori vogliono affrontare con predisposizione all’innovazione e consapevolezza.

Il nostro team locale qualificato, forte di un’esperienza pluriennale, è sempre a disposizione degli editori per accompagnarli in un percorso di supporto teso a riguadagnare pieno controllo sull’inventory.

 

Ci descrive meglio la nuova soluzione 360 Polaris? Perché affermate che questa SSP rispecchia i valori fondanti di Improve: trasparenza, reportistica e controllo? E in cosa si differenzia dagli altri prodotti analoghi?

360 Polaris è il primo sistema che va oltre la dicotomia tra Adserver e SSP poiché rappresenta una combinazione tra i due. Parliamo infatti di una piattaforma tecnologica di valorizzazione dell’inventory che davvero incentiva la competizione consentendo all’ecosistema programmatic di competere per ogni impression. Gli algoritmi alla base dei nostri sistemi decidono a quale buyer o campagna assegnare ogni impression a seconda del valore realmente incrementale apportato in termini di prezzi e ricavi. Inoltre, contrariamente ad altre soluzioni, Improve Digital associa a un sistema full stack un modello di revenue totalmente trasparente e un set di informazioni e approfondimenti. Il nostro imperativo categorico è quello di aiutare i publisher a massimizzare le revenue e a governare il proprio inventory con la massima trasparenza e un sofisticato livello di accuratezza.

 

Quanto è importante il Programmatic per gli editori, in particolare per quelli italiani?

Il Programmatic non è solo il futuro ma anche l’attualità. Probabilmente, l’Italia non è stato il primo Paese ad affacciarsi in questo settore ma questo ha rappresentato un vantaggio perché ci ha concesso di riflettere a fondo sulla transizione prima di intraprendere questo passaggio.

 

In futuro, la quasi totalità della pubblicità sarà programmatica e gli editori dovranno obbligatoriamente stare al passo con questo mutato scenario. Agendo da Milano, il nostro team italiano è perfettamente in grado di supportare gli editori con consulenze ad hoc e condividendo le best practice di numerosi altri partner.

 

Quali sono gli obiettivi di bilancio di Improve Digital per quest’anno e per l’anno prossimo?

Se i nostri editori ottengono maggiori ricavi allora cresciamo anche noi, possiamo dire di trovarci nella stessa barca. I nostri numeri non sono di dominio pubblico perché facciamo parte di Swisscom ma negli ultimi esercizi il nostro fatturato è cresciuto di oltre il 50% ed è nei nostri piani superare questa soglia.

 

Avete in serbo altre novità, in termini di prodotto, da presentare al mercato?

360 Polaris è il più grande rilascio nella storia di Improve Digital. L’abbiamo concepito e strutturata partendo da una logica di rivoluzione, col proposito di aggiornare costantemente la nostra soluzione e migliorarne la tecnologia. Il nostro piano di sviluppo è ancora molto denso e completamente concentrato sui desiderata degli editori. Posso dire che sono in arrivo molte novità in ambito video.

 

Qual è, a suo avviso, lo stato del mercato della pubblicità su internet a livello globale e nel nostro paese?

A livello globale mobile, video e display da una parte e dati dall’altra stanno evolvendo velocemente, in questo contesto l’automazione delle vendite e la valorizzazione immediata sono il fulcro. La vendita in Programmatic è ormai un settore consolidato e questo è un tema che non necessita di ulteriori riflessioni.

 

Superato il preconcetto dell’inquadramento sull’invenduto, esso è ormai parte delle strategie di vendita della maggior parte dei media owner. Entro il 2018 infatti, secondo Magna Global, 50 miliardi di dollari di spesa pubblicitaria digitale saranno Programmatic. L’Italia si trova ancora in una fase iniziale ma vediamo moltissimo interesse e coinvolgimento, anche a livello dirigenziale. Le evidenze ci indicano che presto raggiungeremo lo stadio di maturità dei paesi più avanzati in questo mercato, come Paesi Bassi e Svizzera.